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Manifesto per la Cittadinanza Digitale

Le nuove forme di cittadinanza, i nuovi diritti



Perché è fondamentale il tema della cittadinanza digitale

La civiltà contemporanea fonda sempre più i rapporti interpersonali e l'assetto socio-produttivo sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
La “Società dell'informazione e della conoscenza connota la società odierna, caratterizzata da un'economia basata largamente sulla produzione di beni e servizi in cui si utilizzano informazioni e sul valore economico della conoscenza come risorsa strategica.
Lo sviluppo e l'utilizzo della rete per lo scambio di documenti digitali e per effettuare transazioni e costituisce il modo per migliorare la qualità della vita dei cittadini e la competitività del sistema economico, anche grazie alla creazione di nuovo valore.
Tale potenzialità necessita peraltro della condivisione di regole (leggi, standard sintattici e semantici, norme tecniche ecc.) sulle quali costruire modelli organizzativi, produttivi e di servizio nei diversi settori (pubbliche amministrazioni, imprese, banche, consumatori) e nei rapporti tra gli operatori.

Con lo sviluppo dell’e-government si sta determinando una situazione in cui il livello dei servizi pubblici (in termini di qualità, fruibilità, accessibilità, tempestività) dipende dalla condizione “tecnologica” di chi ne usufruisce: la disparità di trattamento dei cittadini è direttamente proporzionale alla loro capacità di accedere alla rete.
La pervasività dell'innovazione e, di contro, il tema del digital divide, diventano una questione di diritti civili, perché non accedere alla rete, non partecipare dei risultati dell'innovazione comporta la riduzione immediata dei diritti di partecipazione e cittadinanza.
D’altro canto, l’innovazione tecnologica è una formidabile opportunità per accrescere, attraverso l'inclusione dei cittadini e la loro partecipazione alla vita pubblica, il tasso di democrazia complessivo (e-democracy) e per migliorare la possibilità di accedere ai servizi, ad esempio riducendo od eliminando ostacoli e barriere legate alla distanza geografica dal luogo di erogazione Tutto questo è tuttavia possibile se e solo se la politica si fa carico di promuovere la partecipazione diretta all'attività pubblica, attraverso l'uso delle tecnologie nell'ottica del 2.0..

Realizzare una piena cittadinanza digitale significa realizzare un quadro di sviluppo sociale che preveda una partecipazione sempre maggiore dei cittadini, come attori di questo percorso evolutivo, e a questo scopo puntare a migliorare ed innovare i processi e i prodotti/servizi pubblici.
Lo sviluppo delle aziende e dei servizi della Pubblica Amministrazione può avvenire, infatti, anche in modo disarmonico rispetto allo stato di salute sociale ed economica dei cittadini, all'ampiezza del digital divide tra differenti strati sociali. E questo succede se non si governa questo sviluppo, se non si fissano dei chiari obiettivi, se non si stabiliscono delle soglie di “diritto alla partecipazione” sotto le quali non si può andare, sotto le quali gli stessi requisiti democratici vacillano e il nostro essere società democratica è a rischio.
In questa prospettiva la garanzia dei diritti digitali diviene come uno dei principali elementi fondanti del patto tra la società e le istituzioni.
I diritti della cittadinanza digitale

Per poter affermare la possibilità di mantenere i diritti di cittadinanza anche nel nuovo contesto digitale, ed anzi favorirne la piena realizzazione, è necessario definire una “carta dei diritti della cittadinanza digitale” (da non confondere con i diritti di utilizzo della rete e della sua gestione) che funga da cornice di riferimento per le carte dei servizi digitali, (che le istituzioni della Repubblica, ai diversi livelli locali regionali e nazionali, devono istituire per fissare gli impegni di ciascuna amministrazione nei confronti dei cittadini) e per i codici di condotta (che definiscono i doveri di coloro - imprese, amministrazioni, cittadini- che utilizzano la rete).

· diritto all’identità digitale (nel senso di poter disporre di un'identità digitale unica assegnata formalmente fin dalla nascita e riconosciuta come essenziale per tutte le comunicazioni con le amministrazioni e tra le amministrazioni, attraverso i diversi strumenti e tecnologie utilizzabili);

· diritto alla protezione dei dati personali (perché sia garantita la sicurezza e la privacy dei dati personali negli archivi pubblici e privati);

· diritto all’accesso e all'inclusione digitale (nel senso di accesso alla rete, a prescindere dalle condizioni economiche, logistiche e territoriali, e di eliminazione delle barriere tecnologiche che impediscono l’accesso alle informazioni e ai servizi in rete, anche favorendo il ricorso a formati aperti);

· diritto alla formazione (perché sia garantito un uso efficace dei servizi e delle informazioni tramite Ict, un apprendimento permanente e personalizzato, un’alfabetizzazione tecnologica diffusa attraverso l’uso quotidiano delle tecnologie nelle scuole, la disponibilità di archivi delle ricerche, delle pubblicazioni e dei corsi per l'autoformazione dei cittadini prodotti con i contributi pubblici da parte delle università e delle istituzioni culturali);

· diritto all’informazione e all’utilizzo dei contenuti (perché l’amministrazione deve garantire l’accesso dei cittadini ad informazione di alta qualità, completa, aggiornata, diversificata, come proprio dovere e non come servizio opzionale, mettendola a disposizione su formati non proprietari, dando visibilità e trasparenza ai propri processi operativi e decisionali, garantendo che i “contenuti pubblici” siano reperibili in rete, riproducibili ed utilizzabili per la crescita culturale della comunità, ad esempio adottando le licenze Creative Commons);

· diritto alla partecipazione (perché attraverso la rete deve essere data possibilità ai cittadini di partecipare al processo decisionale politico con momenti di consultazione e deve essere favorita l’interazione con le amministrazioni e con gli organismi politici);

· diritto ad una fruizione quotidiana dei benefici delle tecnologie digitali (attraverso la realizzazione di una PA trasparente e funzionale e lo sviluppo di servizi - infomobilità, telemedicina, digitalizzazione patrimonio culturale - che incidano concretamente sulla qualità della vita e la partecipazione democratica).

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