§ Innovazione nelle imprese, imprenditoria innovativa, technology transfer.

  • Nelle attività economiche, cosiddette knowledge-based, laddove la creatività, il senso di autonomia e di indipendenza del capitale umano delle imprese è essenziale per realizzare prodotti innovativi ed a forte contenuto di differenziazione, le piccole medie imprese, specificamente quelle di nuova costituzione, possono rappresentare un terreno ideale affinché la creatività, l’autonomia, l’indipendenza, si esprimano appieno. Emerge quindi l’importanza delle nuove imprese quali sedi naturali nelle quali si possono sperimentare ed implementare nuove idee che altrimenti verrebbero scartate o resterebbero inesplorate.
  • Il luogo privilegiato su cui progettare gli sviluppi innovativi del Paese è il territorio. La maggior parte delle azioni innovative oggi viene svolta dalla Regioni, dalle Province, dai Comuni: è mancata molte volte la capacità di governare questi processi e di renderli parte di un sistema nazionale. Uno degli obiettivi prioritari è fare in modo che il dialogo coi territori venga considerato primario nella costruzione di un programma per l’innovazione.
  • Accanto a questo, un ruolo fondamentale è giocato dal contesto urbano, in particolare dalle città metropolitane: è nella città che la persona, il cittadino, assume il ruolo di utente finale di sistemi che sono indirizzati a migliorare la fruibilità e la qualità del contesto che lo circonda; per l’appunto, mobilità, sicurezza, ambiente, sanità, accessibilità…. Non solo. la dimensione culturale e di qualità della vita delle aree metropolitane costituisce un attrattore di fondamentale importanza per i talenti. Città vive culturalmente, aperte all’inclusione di culture diverse, dotate di infrastrutture recettive per la residenzialità e l’operatività del lavoro di ricerca e di innovazione, possono dare un contributo fondamentale nello sviluppo tecnologico applicabile all’economia italiana.A ppare dunque di cruciale importanza inserire questo approccio basato sull’innovazione come motore dello sviluppo locale anche all’interno della revisione attualmente in corso della Carta delle Autonomie
  • La scelta di fondo è quella di sostenere la ricerca e l’innovazione nelle filiere tecnologiche (in primo luogo quelli di matrice ICT, ma anche, ad esempio quelle sui nuovi materiali), capaci di penetrare e fertilizzare i nostri tradizionali punti di forza settoriali del made in Italy. Questo modello di sviluppo può accompagnare un processo in parte ineluttabile di delocalizzazione a livello globale di parti delle attività puramente manifatturiere, consentendoci di mantenere sul territorio produzioni e servizi ad alto valore aggiunto. Coerentemente con questa scelta di fondo, la strategia di intervento deve essere focalizzata sullo sviluppo di sistemi locali innovativi capaci di inglobare e far evolvere i vecchi distretti industriali e di attivarne di nuovi.
  • Se è a livello di Governo del territorio che devono essere ricercate le convergenze fra amministrazione pubblica, sistema delle imprese e Centri di ricerca e formazione, capaci di mettere in moto un processo virtuoso di creazione di un sistema locale innovativo, è a livello di Governo centrale che ci si deve far carico dell’elaborazione di un quadro di regole e di incentivi capaci di sollecitare questa cooperazione.
  • Non è solo un problema di regole e di incentivi alle risorse umane che hanno un determinato know how scientifico, ma si tratta anche di intervenire in modo deciso sulla leva della formazione, perché nelle imprese innovative il successo è fortemente influenzato dalla capacità di presidiare competenze tecnico/scientifiche e competenze strategiche e di leadership organizzativa.